titolo 6° - RAPPORTI CON IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE E CON ENTI PUBBLICI E PRIVATI

CAPO III - TUTELA DELLA SALUTE COLLETTIVA


Art. 79 Prevenzione, assistenza e cura della dipendenza da sostanze da abuso

L’impegno professionale del medico nella prevenzione, nella cura e nel recupero clinico e reinserimento sociale del dipendente da sostanze da abuso deve, nel rispetto dei diritti della persona e senza pregiudizi, concretizzarsi nell’aiuto tecnico e umano, sempre finalizzato al superamento della situazione di dipendenza, in collaborazione con le famiglie e le altre organizzazioni sanitarie e sociali pubbliche e private che si occupano di questo grave disagio.

Commento:
Anche in rapporto all’angoscioso problema del dilagare delle tossicodipendenze è stata scelta la via della sollecitazione a un impegno professionale di indole essenzialmente ma non solo tecnicamente sanitaria, connotato peraltro da forte e appassionata tensione solidaristica e da chiara volontà collaborativa a una difesa individuale e sociale che deve esprimersi soprattutto con la forza dell’informazione, della partecipazione, della responsabilizzazione, a cui ciascun medico deve farsi fondamentale interprete e attivo promotore.
D’altronde, questo diverso modo di intendere il ruolo del medico nella drammatica vicenda del consumo delle droghe d’abuso, fortemente lesivo della salute e, talvolta, dei rapporti nelle famiglie e nella società, corrisponde all’attuale silenzio legislativo post-referendario, che nel superamento dei precedenti e alternativi orientamenti di durezza sanzionatoria o di pervasione sanitaria, non può non essere colmato se non da una attiva e collaborante presenza del medico e della struttura socio sanitaria, da far valere nel rispetto di diritti alla libertà e alla privacy, ma anche con la sollecita premura degli interventi di prevenzione, di informazione, di indirizzo verso possibili soluzioni di affrancamento dalla dipendenza.