TRATTATO DI MEDICINA RESPIRATORIA VOLUME II

(Editore Piccin Padova)

A cura di Leonardo M. Fabbri Professore associato istituto di malattie dell’apparato respiratorio Università di Ferrara:

Presentazione dell’edizione Italiana prof. Luigi Allegra Professore Ordinario Istituto di Tisiologia e malattie dell’apparato respiratorio Università di Milano: prof. Alberto Ciaccia Professore Ordinario Istituto di malattie infettive e malattie dell’apparato respiratorio università di Ferrara

 

Capitolo 92 IL polmone nelle malattie immunosoppressive

Lowell S. Young, M.D.

 

INTRODUZIONE

 

CARATTERISTICHE DELL’OSPITE

EZIOLOGIA DEGLI INFILTRATI POLMONARI

CARATTERISTICHE RADIOLOGICHE DEGLI

INFILTRATI POLMONARI

PROGRESSIONE TEMPORALE DEGLI INFILTRATI

POLMONARI

AMBIENTE OSPEDALIERO

VALUTAZONE INIZIALE DEL PAZIENTE

TERAPIA ANTIMICROBICA EMPIRICA

DURATA DELLA TERAPIA

ALTRI ASPETTI DEL TRATTAMENTO

PREVENZIONE DELLE INFEZIONI

RIASSUNTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INTRODUZIONE

Uno dei problemi principali che il medico deve affrontare nel trattamento dei pazienti immunodepressi riguarda la diagnosi e la terapia di infiltrati polmonari in un paziente che sta peggiorando clinicamente. Spesso, tali pazienti hanno una malattia progressiva concomitante, come una neoplasia o la sindrome di immunodeficienza acquisita (AIDS).Questi pazienti possono essere stati trattati con chemioterapia intensiva che danneggia le difese dell'ospite, o possono essere stati sottoposti a trapianto d'organo con immunosoppressione. Lo sviluppo di infiltrati polmonari può essere un processo insidioso o presentarsi in moto acuto e con rapida progressione. Una delle componenti principali del problema clinico è il paradosso che c’è tra la facilità con la quale si può stabilire che qualcosa clinicamente non va la possibilità di eseguire un Rx del torace e di auscultare il torace e la difficoltà di porre una diagnosi eziologica di polmonite senza l’uso di procedure diagnostiche atte a studiare l’istologia polmonare o le secrezioni polmonari. Infatti, molta letteratura che riguarda le infezioni polmonari nell'ospite immunocompromesso si è rivolta ai molteplici problemi che insorgono nell'esecuzione di una diagnosi corretta delle probabili complicanze infettive. È chiaro, comunque, che il paziente immunodepresso, a seconda della rilevanza del deficit delle difese dell'ospite, può essere predisposto a molteplici complicanze infettive che colpiscono il parenchima polmonare. Inoltre, ci può essere, come nel caso di chemioterapia antineoplastica o di trapianto d’organo, una sequenza temporale abbastanza prevedibile nella quale possono essere anticipate le complicanze infettive dell’immunodepressione a carico del polmone. Dato che i polmoni sono il filtro della circolazione, sono una finestra appropriata per processi infettivi che possono coinvolgere virtualmente ogni parte del corpo. D’altro lato, infezioni respiratorie che iniziano nei polmoni possono diffondersi ad altri punti chiave dell’organismo, come le meningi, le ossa, gli organi addominali, il cuore e persino l'apparato urogenitale. Questo capitolo sottolinea l’importanza di un approccio orientato clinicamente alla valutazione ed al trattamento di infezioni polmonari che si sviluppano in situazioni di immunodepressione. Revisioni complete di questo argomento sono state pubblicate altrove. Il campo sta mutando continuamente, dato che sono stati riconosciuti nuovi patogeni, nuovi quadri morbosi e nuove sindromi Infettive. Tutto questo per non parlare dell’epidemia di AIDS in corso, che ci ha mostrato come una distinzione selettiva e/o un’alterazione di un singolo componente critico delle difese dell’ospite, possa predisporre ad infezioni. Dovute ad un diverso gruppo da patogeni come Pneumocisties carinii e microbatteri, ma stranamente non microrganismi che ci si potrebbe aspettare, come Nocardia o Listeria. Rimane ancora da chiarire perché alcuni problemi infettivi, particolarmente se colpiscono i polmoni, si sviluppino in alcune situazioni di immunodepressione e non in altre, per coloro che   studiano la patogenesi delle complicanze respiratorie conseguenti ad immunodepressione.

 

CARATTERISTICHE DELL’OSPITE

 

La Tabella 92-1 illustra quelle che potrebbero definirsi le conoscenze convenzionali riguardo le complicanze polmonari secondarie ad immunodepressione. È stato costruito uno schema concettuale ormai bene accettato sui tipi di alterazione delle difese dell’ospite, interventi terapeutici che possono mimare tali alterazioni intrinseche, ed alcuni dei microrganismi comunemente prevedibili come patogeni infettanti in presenza di alterazioni di ciascun componente delle difese dell’ospite. Uno schema di questo tipo è per sua stessa natura artificiale, e non considera il fatto che in una stessa malattia possano essere presenti alterazioni multiple. Ancora più importante è il fatto che la terapia farmacologica può causare severe esacerbazioni di un’alterazione preesistente. Ad esempio, la neutropenia funzionale che si ha in associazione con una leucemia acuta è nettamente, peggiorata dall’uso di agenti citotossici per eradicare le cellule neoplastiche del midollo osseo. Un altro aspetto di considerevole importanza, è che i difetti puri sono rari e molti tipi di farmaci che si usano oggi non sono selettivi nel danno al sistema immunitario. La leucemia acuta è conosciuta come un esempio classico di malattia nella quale è ridotto sia il numero che la funzione (durante la ricaduta) della serie neutrofila dei fagociti. Comunque, quando si somministrano corticosteroidi come parte della terapia di una leucemia acuta linfocitica dell'infanzia, uno dei più comuni processi infettivi documentati, anche durante lo stato di remissione, è la polmonite da P. carinii. Questa suscettibilità ad infezione da Pneumocystis è dovuta probabilmente all'uso costante di corticosteroidi nella leucemia acuta linfocitica. Fino a poco tempo fa, la malattia di Hodgkin era il miglior esempio di malattia con un difetto nella cosiddetta immunità cellule-mediata: l’interazione cooperativa fra fagociti mononucleati e linfociti helper attivati e citotossici. D’altra parte, la terapia attuale per la malattia di Hodgkin comprende molti farmaci chemioterapici a cicli e corticosteroidi. Un problema, ormai ben caratterizzato, nelle risposte anticorpali umorali o mediate da linfociti B, si sovrappone ad un difetto nativo nell’immunità cellule-mediata. I pazienti trattati aggressivamente per la malattia di Hodgkin con splenectomia, radioterapia intensiva e chemioterapia sono oggi più predisposti a infezioni batteriche dovute a microrganismi capsulati come lo pneumococco o L’Haemophilus influenzae.

Tabella 92-1. Compromissione delle difese dell'ospite, terapie che imitano un quadro di malattia

 E complicanze infettive

 

Difese dell’ospite

Leucociti polimorfonucleati.

 

 

 

Monociti/Macrofagi/Linfociti.

 

 

 

Anticorpi circolanti.

 

Barriere fisiche.

Malattia

Leucemia mielocitica acuta

 

 

 

Morbo di Hodgkin

AIDS

 

 

Mieloma multiplo

Leucemia linfatica cronica

Traumi, ulcerazioni

Danno vascolare

Corpi estranei

 

Terapia Ciclofosfamide Citaribina.

 

 

Corticosteroidi Ciclosporina Globuline antimiociti

Corticosteroidi

Antimetaboliti

Infezioni respiratorie Stafilococchi

Batteri gram-negativi Aspergillusus

Candida.

Micobatteri

Nocardia

Pneumocystis

Candida.

Pneumococci

Altri batter Incapsulati

 

Pertanto, una malattia caratterizzata da un difetto classico nell’immunità cellulo-mediata è stata trasformata o modificata dalla terapia in una entità nosografia nella quale noi dovremo prevedere problemi secondari ad alterazioni dell’immunità umorale. Si è ugualmente posta molta enfasi sul difetto dei T helper nei pazienti con AIDS. Comunque, studi più recenti puntualizzano l’esistenza di un’anomalia diffusa della regolazione immunitaria nell’AIDS, e la capacità di risposta anticorpale umorale sembra essere limitata in modo significativo. Questo si osserva nel caso della risposta anticorpale umorale alle infezioni, persino di natura disseminata come quelle dovute a micobatteri. I cosiddetti esempi puri di stati ipogammaglobulinemici, sono malattie come il mieloma multiplo e la leucemia linfatica cronica. Quando si tratta il mieloma con corticosteroidi, comunque, i pazienti possono divenire ancor più funzionalmente ipogammaglobulinemici, ed il paziente con mieloma può essere predisposto ad infezione dovuta agli stessi parassiti intracellulari che si hanno più tipicamente in caso di difetto dell'immunità cellulo-mediata. Chiaramente, i fattori predisponenti e gli effetti dell'intervento terapeutico riassunti nella Tabella 92-1, non comprendono alcuni importanti fattori predisponenti ad infezioni polmonari. Per quanto riguarda altri componenti delle difese dell’ospite, deve essere ricordato che quei pazienti, abbastanza rari, con difetti del complemento possono essere predisposti ad infezioni respiratorie da pneumococco, H. influenzae tipo B e Neisseria. L’anomalia nelle difese dell’ospite può non essere di natura immunologica. Sappiamo che traumi, ulcere della mucosa superficiale orale, insufficienza vascolare e corpi estranei possono essere importanti fattori non immunologici predisponenti ad infezione. In pazienti con ulcerazione orale e tracheobronchiale grave o ostruzione, può venire aspirata la flora orale e l’inoculo risultante depositato nei polmoni non contiene soltanto la flora orale normale aerobica ed anaerobica, ma spesso contiene anche bacilli gram-negativi. È ormai ben accertato che una precedente colonizzazione del tratto superiore dell’apparato respiratorio predispone o è correlata allo sviluppo di polmonite da gram-negativi. In presenza di ulcerazioni e/o ostruzione tracheobronchiale, possono venire aspirati o inalati microrganismi che possono trovare un ambiente di crescita nel parenchima, polmonare. Una protesi endotracheale o di tracheostomia, può costituire un corpo estraneo persistente e creare lesioni all’albero tracheobronchiale con successive ripetute aspirazioni. Comunque, non è necessario che il corpo estraneo riguardi direttamente l’apparato respiratorio. La polmonite batteriemica è generalmente molto meno comune se l’infezione respiratoria avviene per via aerogena, piuttosto che ematogena. Comunque, l’uso crescente di cateteri vascolari a permanenza e di cateteri venosi centrali, può creare un focolaio di infezione intravascolare con conseguenti emboli settici che migrano e provocano infarti settici. Bisogna inoltre aggiungere a questa discussione sui fattori dell’ospite, il concetto che alcuni tipi di neoplasia possono trasformarsi in un altro tipo. L’evoluzione di mieloma multiplo o malattia di Hodgkin in leucemia acuta è stata, sfortunatamente, ben descritta e può essere posta in relazione agli effetti di una chemioterapia intensiva sul sistema emopoietico. In una situazione di questo tipo, i processi infettivi che si potrebbero prevedere sono quelli più tipicamente associati con la malattia che sta sopravvenendo.

EZIOLOGIA DEGLI INFILTRATI POLMONARI

 

II Capitolo 35 di questo libro si occupa delle generalità dell’approccio diagnostico alle infezioni polmonari. La Tabella 92-2 elenca quei microrganismi che dovrebbero essere, come possibile eziologia, compresi nei più importanti raggruppamenti tassonomici, e riassume inoltre le cause non infettive di infiltrati polmonari. L’elenco è dettagliato ma non è certo completo. I clinici hanno ovviamente cercato in questi ultimi anni di identificare le situazioni che sono più correggibili e, pertanto, la maggior attenzione è stata rivolta verso i processi batterici. Fra le polmoniti batteriche le più importanti sono quelle causate da cocchi gram-positivi e bacilli gram-negativi. Le polmoniti da pneumococco sono tipicamente collegate a deficit dell’immunità umorale; le infezioni con deficit della funzione fagocitaria sono collegate a polmoniti gravissime, spesso di natura rapidamente progressiva, dovute sia a Staphylococcus aureus che a bacilli gram-negativi. La polmonite, da Legionella può essere acuta o può essere un’infezione più cronica che comprende consolidamento lobare o segmentario (per lo meno all’inizio), ed una serie di manifestazioni sistemiche. Le infezioni da Nocardia possono presentarsi con qualsiasi quadro radiologico, anche se, in genere si presentano come quadri di tipo cavitario o con morfologia di tipo infiltrativi a carattere segmentario. Sebbene si confidasse nella scomparsa progressiva da micobatteri, tale tendenza si è dimostrata vera soltanto per la tubercolosi in era pre-AIDS. Desta, notevole preoccupazione la crescente importanza delle micobetteriosi antipiche, sia a livello polmonare che come malattia disseminata, negli ospiti con depressione immunitaria. Questi microrganismi si ritrovano con aumentata frequenza nei pazienti con infezione da HIV. Il più importante dei virus patogeni elencati   nella Tabella 92-2 è il citomegalovirus (CMV). Questo membro del gruppo degli herpes virus è forse il singolo virus opportunistico più importante nei pazienti portatori di trapianto d’organo o sottoposti ad intensa chemioterapia antineoplastica. Ha un ruolo certamente importante come agente infettante primitivo o secondario nei pazienti con AIDS. L’Herpes simplex è una causa frequente di lesioni nell’orofaringe e, talvolta, nell’esofago; la polmonite è comunque relativamente rara, sebbene sia stata descritta a seguito di intubazione endotracheale prolungata. Gli adenovirus e il virus varicella-zoster possono provocare gravi infezioni polmonari nell’ospite immunocompromesso, con quest’ultimo sensibile alla terapia con acyclovir. I patogeni fungini elencati nella Tabella 92-2 stanno assumendo importanza clinica crescente. Nonostante la Candida sia di gran lunga il più importante fungo opportunistico patogeno nei pazienti immunocompromessi, una polmonite da Candida pura è un evento relativamente raro. L’interessamento polmonare della specie di Candida è spesso parte del quadro di malattia disseminata con coinvolgimento di quasi tutti i principali apparati. L’inalazione è la via principale di infezione da Cryptococcus, Mucor, Aspergillus ed altri miceti opportunistici elencati nella Tabella 92-2- Dai polmoni l’infezione si può estendere ad altri parti del corpo. È corretto affermare che l’istoplasmosi e la coccidioidomicosi dovrebbero essere fortemente sospette; in pazienti immunocompromessi con una storia, di possibile esposizione a causa di residenza in un’area endemica. Non di rado l’esposizione può essere avvenuta molti, anni prima della riattivazione; è pertanto molto importante una accurata anamnesi occupazionale e dei viaggi. Tra i parassiti uno è di particolare importanza come problema clinico: Pneumocystis carinii. Il Toxplasma è spesso elencato tra le cause di malattie, polmonari anche se questo è, un evento molto raro. Sembra vera la stesa conclusione per amebiasi e ascaridiosi, per quanto riguarda il loro, interessamento polmonare, almeno che il paziente non abbia avuto una chiara storia di esposizione geografica. Sebbene nella Tabella 92-2 siano evidentemente messi in risalto i processi infettivi, le cause non infettive che possono provocare infiltrati polmonari sono molto importanti per il clinico che cerca di interpretare la radiografia del torace in relazione agli eventi clinici. L'edema polmonare, infatti, sebbene sia generalmente considerato un processo diffuso, può essere piuttosto localizzato; la stessa cosa si può dire per la polmonite da radiazioni, quando si presenta con un’area ben definita di danno polmonare secondario alla terapia. Le lesioni polmonari indotte da farmaci citotossici, possono essere una causa crescente di infiltrati non specifici; è ormai ben noto che alcuni farmaci possono provocare fibrosi polmonare (vedi Capitolo 74 per una discussione dettagliata). La trasfusione di globuli bianchi eterologhi può provocare reazioni da leucoagglutinine nei polmoni e può essere causa di deficienza respiratoria acuta. Raramente, la lisi di cellule leucemiche nel parenchima del polmone può causare infiltrati polmonari. L'emorragia polmonare può presentarsi come opacità radiologiche diffuse o localizzate che costituiscono un problema interpretativo per il clinico. Non è sempre facile distinguere fra le lesioni da radiazioni o da farmaci e polmonite interstiziale aspecifica (PIA, detta anche polmonite interstiziale idiopatica) o polmonite organizzata. A volte la polmonite interstiziale aspecifica è la conseguenza di un ritardo nelle indagini diagnostiche invasive, poiché la terapia empirica e la diagnosi ritardata portano ad un mancato isolamento dei microrganismi. In quest’epoca di intenso trapianto di organi, la polmonite interstiziale idiopatica aspecifica è diventata il problema dei clinici e degli anatomopatologi. Nel paziente sottoposto a trapianto del midollo queste alterazioni aspecifiche possono essere il risultato del condizionamento con radiazioni, con o senza gli effetti della malattia da rigetto sul polmone. Un tipo di incompatibilità tissutale fra donatore ed ospite ancora poco definito può essere il fattore scatenante iniziale della malattia da rigetto. La polmonite interstiziale aspecifica viene, inoltre riconosciuta sempre più come una complicanza dell’AIDS La possibilità che microrganismi ancora non identificati siano la causa di infiltrati polmonari costituisce un problema ancora irrisolto. L’esperienza con la legionellosi, e più recèntemente con le infezioni da Chlamydia ci insegna che dovrebbero essere sospettati come responsabili i germi patogeni emergenti. Un naturale passo avanti nella diagnosi potrebbe comunque essere compiuto per mezzo di nuove tecniche di colorazione o con nuovi metodi di coltura. La revisione del materiale istopatologico dei casi di polmonite interstiziale diffusa negli anni precedenti il 1970, quando la pneumocistosi non era una patologia largamente riconosciuta, con uso di colorazioni a base di sali d’argento, ha spesso rivelato, infatti, la presenza di tipiche forme cistiche. Comunque, non ci sono state probabilmente cause importanti di diagnosi mancata di infezione polmonare in pazienti immunocompromessi da quando è stata identificata la Legionella. Anche la legionellosi si manifesta sporadicamente in focolai epidemici nosocomiali, e la sua associazione con la polmonite nei pazienti immunodepressi è molto variabile.

 

Tabella 92-2. Eziologia degli infiltrati polmonari nei pazienti immunocompromessi

 

Agenti infettivi

(Cause)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cause non infettive

   

 

 

 

 

 

 

Cause sconosciute

Batterici

 

Staphylococcus aureus

Streptococcus pneumonite

Batteri gram-negativi

Legionella nocardia

Chiamydia

 

Virali

Citomegalovirus

Virus Herpes simplex  

Adenovirus

Virus varicella-zoster

 

Fungini

Crypiococcus 

Asperglllus

Mucormicosi                                        

Candida

Trichosporin

Petriellidium boydii

Histoplasma

Coccidioidomicosi

 

Micobatterici

M. tuberculosis

M. avium

M. kansasii

 

Parassiti

Pneumocystis

Strongyloides

Toxoplasma

Entamoeba histolytica

Ascaris

Edema polmonare

Lesioni polmonari citotossiche  farmaco-indotte

Polmoniti/fibrosi da radiazioni

Leucostasi

Reazione da leucoagglutinine

Diffusione di una neoplasia primitiva

Lisi di cellule leucemiche

Emorragia polmonare               

Polmonite Interstiziale aspecifica, o polmonite organizzante

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CARATTERISTICHE RADIOLOGICHE DEGLI INFILTRATI POLMONARI

Una delle massime cliniche più largamente accettate è che è pericoloso fare una diagnosi eziologica di polmonite sulla base della cosiddetto modello di identificazione degli infiltrati polmonari. Questa massima non è certamente meno appropriata se si parla del paziente immunocompromesso con polmonite. D’altra parte, a scopi didattici, i principi discussi in questo paragrafo e riassunti nelle Tabelle 92-3 e 92-4, sono utili come basi per un approccio iniziale del paziente. Questi principi costituiscono comunque soltanto una base per aiutare il clinico nel formulare una decisione diagnostica. La Tabella 92-3 cerca, di riassumere gli aspetti radiografici degli infiltrati polmonari in pazienti immunocompromessi e include sia i processi infettivi che quelli non infettivi. Per il clinico uno dei quadri più allarmanti è quello costituito da infiltrato diffuso accompagnato dal reperto di ipossia e di dispnea. Ai primi posti tra le possibilità diagnostiche, per il medico che segue pazienti neoplasici o con AIDS, deve essere considerata una infezione da P. carinii. Un’infezione da citomegalovirus può essere altrettanto frequente ed è spesso una compagna di viaggio nei pazienti infetti da Pneumocystis. Comunque, si devono prendere in considerazione 4 possibilità tra le cause non infettive: edema polmonare, polmonite interstiziale aspecifica (PIA), polmonite da farmaci, linfangiocarcinomatosi. Le cause meno frequenti di polmonite diffusa sono elencate nella Tabella 92-3. A volte le lesioni cutanee forniscono la chiave interpretativa per il quadro polmonare, come nel caso del virus varicella-zoster. Emorragie parenchimali e metastasi leucemiche parenchimali possono essere altre cause di infiltrati polmonari diffusi, ma la natura della malattia di base per sé fornisce poche possibilità interpretative sull’eziologia precisa del quadro radiologico. Bisogna osservare che il Pneumocystis compare in tutte e tre le colonne della Tabella 92-3. La presentazione di gran lunga più frequente è quella di un infiltrato diffuso anche se esistono esempi ben documentati di lesioni nodulari o cavitarie o di addensamento lobare da Pneumocystis. Laspergillus presenta una frequenza quasi simile. Dopo una presentazione iniziale come un processo lobare infettivo le lesioni da Aspergillus possono scavarsi queste lesioni cavitarie possono avere infiltrati diffusi. È un concetto erroneo comune che l’infezione polmonare da Legionella si manifesti come polmonite diffusa. La legionellosi in stadio avanzato può presentarsi come consolidamento multilobare, ma le lesioni iniziali sono quasi sempre segmentane o lobari. Caratteristiche della nocardiosi sono le lesioni nodulari o cavitarie, anche se sono stati ben descritti sia l’interessamento lobare che la presenza di infiltrati diffusi nella malattia avanzata.

 

PROGRESSIONE TEMPORALE DEGLI INFILTRATI POLMONARI

 

 

Se il riconoscimento delle caratteristiche costituisce un utile esercizio diagnostico iniziale nella valutazione degli infiltrati polmonari, un’altra valutazione importante in questo approccio diagnostico è rappresentata dalla determinazione della velocità con la quale si sviluppano questi infiltrati (Tabella 92-4). Non è necessario sottolineare che i processi batterici acuti, come quelli dovuti a Legionella, Pseudomonas, Staphylococcus e Pneumococcus, possono causare infiltrati che fioriscono nell’arco di una notte. Si potrebbe includere il Pneumocystis carinii nello stesso gruppo, ma una verifica più accurata del tempo medio intercorrente fino alla comparsa di sintomi diagnostici suggerisce che probabilmente due settimane di presenza di infiltrato polmonare con sintomi, sono più tipiche dell’infezione da Pneumocystis. La comparsa improvvisa di polmonite interstiziale è più frequente nel paziènte immunocompromesso più grave, nel momento in cui si inizia a calare il dosaggio dei corticosteroidi. Il clinico deve comunque pensare ad altra eziologia, non infettiva, come una tromboembolia polmonare acuta e le reazioni da leucoagglutinine che possono confondere il quadro diagnostico, nel caso di processi che presentano una rapida progressione (vedi Tabella 92-4). L’Aspergillus a causa della sua tendenza ad interessare i vasi polmonari, può avere una progressione più veloce di quanto si pensasse in precedenza, anche se di solito è presente una lesione iniziale che può rimanere abbastanza quiescente prima di avere un rapido sviluppo. La polmonite tubercolare può essere rapidamente progressiva nell’arco di una settimana; in situazioni di immunodepressione severa, è più frequente un andamento subacuto anziché torpido.

 

Tabella 92-3. Patterns radiografici di infiltati polmonari in pazienti immunocompromessi

 

Quadro radiologico

Cause comuni

Cause meno comuni

Diffuso            

 

 

 

 

 

 

 

 

Nodulare o cavitarie

 

 

 

 

 

Segmenti/Lobare

Pneumocystis                  

Cytomegalovirus

Edema polmonare

PIA*

Iatrogene

(indotte da farmaci)

Carcinomatosi

Linfangitica

 

Cryptococcus

Nocardia                     

Ascesso polmonare batterico

Neoplasia

Aspergillus

 

Batteri, inclusa nocardia

Cryptococcus

Mucor

PIA*

Emboli polmonari

Cryptococcus

Aspergillus

Candida